Le ondate di calore possono mettere sotto stress il cuore e l’intero sistema cardiovascolare, soprattutto nelle persone che soffrono già di patologie cardiache. Quando le temperature aumentano molto, infatti, l’organismo deve lavorare di più per mantenere stabile la temperatura corporea, con conseguenze sulla frequenza cardiaca, sulla pressione e sull’equilibrio di acqua e sali minerali.

Perché il caldo mette sotto stress il cuore?

Con il caldo estremo il cuore è costretto a pompare una maggiore quantità di sangue per favorire la dispersione del calore attraverso la pelle. La frequenza cardiaca può quindi aumentare anche in assenza di attività fisica.

Contemporaneamente i vasi sanguigni si dilatano: la vasodilatazione permette di portare più sangue verso la superficie del corpo e contribuisce a raffreddare l’organismo. Questo meccanismo, però, rappresenta un ulteriore impegno per il sistema cardiovascolare.

Il rischio è maggiore soprattutto nelle persone che hanno già una malattia cardiaca o un cuore affaticato.

Disidratazione e caldo possono favorire le aritmie?

La sudorazione consente al corpo di raffreddarsi, ma comporta anche la perdita di acqua e sali minerali come sodio e potassio. Un’alterazione significativa degli elettroliti può interferire con l’attività elettrica del cuore e, nelle persone predisposte, favorire la comparsa di aritmie.

La disidratazione può inoltre rendere il sangue più denso e viscoso, aumentando il rischio di trombosi nelle persone che presentano già problemi circolatori o coronarici.

Quali sono i rischi del caldo per chi soffre di cuore?

Nelle persone più fragili e predisposte, il caldo intenso può contribuire al peggioramento dello scompenso cardiaco, fino a rendere necessario il ricovero, oppure favorire episodi di scompenso acuto.

Tra le possibili complicazioni vengono indicate anche aritmie potenzialmente gravi e, nei pazienti con precedenti problemi coronarici, un maggiore rischio di nuovi eventi cardiovascolari.

Il rapporto tra temperature estreme e salute cardiovascolare è ormai oggetto di crescente attenzione scientifica, anche alla luce dell’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore.

Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare?

Durante le giornate particolarmente calde è importante prestare attenzione ad alcuni segnali. Tra questi ci sono difficoltà respiratoria insolita, palpitazioni o battito molto irregolare, gonfiore alle gambe e alle caviglie, vertigini, confusione, svenimento e dolore al petto.

Anche un rapido aumento del peso corporeo può essere un segnale di ritenzione di liquidi, soprattutto nelle persone con scompenso cardiaco.

In presenza di sintomi importanti o improvvisi è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o ai servizi di emergenza.

Come proteggere il cuore dal caldo?

Durante le ondate di calore è fondamentale evitare la disidratazione e l’esposizione alle temperature più elevate, limitando gli sforzi nelle ore più calde e cercando ambienti freschi. Chi soffre di patologie cardiovascolari deve prestare ancora maggiore attenzione. L’assunzione di liquidi, infatti, non può essere uguale per tutti: soprattutto in presenza di scompenso cardiaco o di terapie specifiche, è importante seguire le indicazioni del proprio medico, senza modificare autonomamente farmaci o quantità di liquidi assunti.

Con temperature estreme sempre più frequenti, proteggersi dal caldo significa quindi anche proteggere il cuore, imparando a riconoscere per tempo i segnali che possono indicare una situazione di difficoltà.

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